Chi siamo?
Luca Gariboldi e Roberta Remigi
Siamo due studenti del corso di Relazioni Pubbliche e Pubblicità dell'università IULM di Milano, questo blog è stato creato come progetto editoriale per il Laboratorio di Giornalismo e New Media .
Tutti i contenuti del blog, il layout, le immagini e i video sono stati realizzati da noi.

Cos'è "Rassegnati alla stampa"?
"Rassegnati alla stampa" è il nostro progetto editoriale.
Abbiamo deciso di affrontare i temi di attualità insieme a chi vive l'italia da un'altro punto di vista. Abbiamo scelto di affrontare la realtà della stampa italiana non solo dal punto di vista giornalistico ma anche da quello critico, per conoscere un'opinione diversa da quella che siamo soliti leggere.

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martedì, 09 settembre 2008
Rubiru wrote at 07:58

Articoli sull'argomento:
Repubblica Corriere della Sera

Esempi di rissa in uno stadio Sud Americano:
Youtube ABC FoxNews


Irwin - 18 anni - Perù - Studente

Iniziando a parlare di calcio, tifi qualche squadra italiana?

Si, tifo la Roma ma soltanto perché, quando sono arrivato in Italia, Battistuta giocava nei giallorossi. Oltretutto, dato che in Perù si segue molto il campionato Italiano (come quello spagnolo e inglese), ero già simpatizzante verso la squadra della capitale.Poi ho scoperto la sua lunga carriera alla Fiorentina, ma ormai avevo fatto la mia scelta

In Italia sei mai stato allo stadio?

A San Siro a vedere Milan Catania e a tifare per Vargas, un mio connazionale, molto famoso nel nostro paese. Volevo fare anche qualche foto e scambiare qualche parola con lui, ma nonostante fossi al primo anello arancione non sono riuscito. C'è molta sicurezza negli stadi, qui a Milano.

Ci sono differenze nel modo di vivere questo sport tra Itala e Perù?

Da noi è più legato all'identità e ci sono molti più rischi. Andare allo stadio è pericoloso e i tifosi causano molti problemi, arrivando anche a uccidere tifosi avversari con coltelli e spranghe. In special modo in certe partite, tra cui il derby tra Alianza Lima e Universitario de Deportes, Io sono Alianzista ma da piccolo andavo allo stadio con mio zio che era dell'altra squadra e, per evitare di rischiare la vita, ero costretto a fingere di tifare per l'Universitario. Se non avessi fatto così avrei rischiato la morte, poco importa l'età.

Lo stato non prende provvedimenti?

Più che altro fa finta. La polizia c'è, ma è assolutamente insufficiente, non c'è mai sicurezza e la maggior parte delle partite si concludono con dei problemi o con degli scontri tra tifoserie.

Come in Italia, la rivalità è dovuta anche a fatti politici?

No, questo no. In Perù la politica è nettamente separata dal calcio e non c'è nessun presidente che si occupa di entrambe le cose come invece fa il presidente del Milan. In Perù l'unica motivazione per questi scontri è la pura e semplice rivalità tra le varie squadre, e per questa futile motivazione si litiga e ci si ammazza.

Quindi il tifo viene vissuto anche fuori dallo stadio?

Certo, spesso i tifosi si raggruppano assieme prima della partita e percorrono anche chilometri a piedi prima di arrivare allo stadio. Ovviamente cantano e tifano, e se incontrano sostenitori della squadra avversaria...

Ma hai vissuto anche in prima persona l'esperienza di una curva SudAmericana?

Si, mi è capitato quando la mia Università ha comprato un piccolo club e quindi sono andato a tifare con i miei colleghi, con tamburi e megafoni. A fine partita però gli ultras avversario sono venuti nella nostra zona e, dato che noi eravamo tutti ragazzi e studenti, siamo stati costretti a scappare per evitare gravi conseguenze.

Anche da voi, in curva, si porta droga e alcool?

Non dimentichiamo le armi. I controlli sono praticamente inesistenti, in special modo per gli abbonati o per chi va molto spesso allo stadio. Non c'è ne tutela ne sicurezza, e spesso, per questo, ci scappa il morto.

Noti altre differenze tra i nostri due paesi, sempre per quanto riguarda questo sport?

Da noi solitamente, quando emergono talenti, emigrano verso i campionati europei, basta vedere Vargas e Farfan. Diciamo che da voi c'è un giro maggiore di denaro che alimenta questo fenomeno. Un altra differenza consiste nei commentatori. In tutto il SudAmerica si lasciano trasportare dalla partita e coinvolgono chi la segue da casa in modo sicuramente maggiore che qui in Italia. Personalmente preferisco come fanno nel mio paese, qui i commentatori sono troppo freddi, a parte rare eccezioni come Pellegatti.

Ultima domanda: segui ancora il campionato Peruviano?

Ci provo tramite internet ma è molto difficile. Grazie a SoprtItalia invece, sono riuscito a seguire tutta la coppa America che è sicuramente di interesse più globale. Ma diciamo che sopperisco alla mancanza del calcio peruviano con quello italiano, e bene o male me la cavo.

Irwin