Chi siamo?
Luca Gariboldi e Roberta Remigi
Siamo due studenti del corso di Relazioni Pubbliche e Pubblicità dell'università IULM di Milano, questo blog è stato creato come progetto editoriale per il Laboratorio di Giornalismo e New Media .
Tutti i contenuti del blog, il layout, le immagini e i video sono stati realizzati da noi.

Cos'è "Rassegnati alla stampa"?
"Rassegnati alla stampa" è il nostro progetto editoriale.
Abbiamo deciso di affrontare i temi di attualità insieme a chi vive l'italia da un'altro punto di vista. Abbiamo scelto di affrontare la realtà della stampa italiana non solo dal punto di vista giornalistico ma anche da quello critico, per conoscere un'opinione diversa da quella che siamo soliti leggere.

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venerdì, 19 settembre 2008
Rubiru wrote at 10:22

Altri articoli: Atomo del male Peace Reporter

Esempio di proteste sindacali per il caso Alitalia: Youtube


Sebàstian – 22 – Argentina –Studente

Da quanto sei a Milano e come ti trovi?

Abito in Italia da 8 anni e sono a Milano da 3. Ho iniziato a frequentare lo IULM 2 anni fa e sto per iniziare il terzo anno d'Interpretariato e Comunicazione. Mi trovo abbastanza bene in genere, venendo da una grande città come Buenos Aires è normale che preferisca vivere in una grande urbe. Anche se ci sono delle cose che, purtroppo, non mi accontentano del tutto. Ad esempio i trasporti.

Credi che a Milano i trasporti non siano adeguati?

Mi sembrano scarsi rispetto alla domanda che c'è. Gli ambientalisti si lamentano che in pochi usano i mezzi, ma spesso capita di dover entrare ammucchiati all'autobus o al tram. Ce ne son pochi e in cattivo stato paragonando MIlano ad altre città importanti d'Europa, Ciò non toglie che, rispetto a Buenos Aires, sia messa meglio. Milano è una città più piccola, parliamo della metà della popolazione come agglomerato urbano. A Buenos Aires fare 10 isolati a piedi, viaggiare per oltre un'ora per andare a lavorare o a lezione, sono cose del tutto normali. Questo dipende anche dalla disponibilità economica che da noi si è molto ridotta rispetto agli anni '90. Per dire: la metro progettata per Buenos Aires circa dieci anni fa era molto più vasta della rete attuale. Qui le risorse economiche ci sono, ma sembra che solo dopo l’assegnazione dell’Expo abbiano iniziato a darsi una mossa per i trasporti.

Prendendo spunto dai mezzi pubblici e passando a un livello più generale, ti piace viaggiare?

Sono un nomade: adoro viaggiare. Su questo versante i trasporti funzionano meglio che in Argentina, per fortuna. C'è una rete tranviaria che funziona bene, anche se è piuttosto indietro rispetto ad altre nazione dell'Europa occidentale. Da noi i treni sono in uno stato veramente precario, al punto che averne regionali come quelli presenti qui sarebbe un lusso. Addirittura c'è in corso un progetto per un treno ad alta velocità che passerebbe da sole 4 città, nonostante che per rinnovare quella già esistente ci vorrebbero molti meno soldi e ci sarebbero vantaggi per molte più persone. Cose del genere qui non capitano. Inoltre ci sono molte più compagnie aree per spostarsi ed è veramente comodo e con tariffe accessibili. In Argentina i prezzi in rapporto ai guadagni sono più elevati, non esistono i vettori low-cost, e quelli che ci sono, sono messi male, più o meno come Alitalia in questo periodo...

A proposito di Alitalia, sappiamo che anche in Argentina esiste una situazione simile…

Esatto, ma non solo. Si tratta sia della compagnia più importante che fa voli internazionali, Aerolineas Argentinas, sia di quella di voli locali, Austral. Negli anni '90 sono state privatizzate, le hanno vendute ad Iberia e da lì sono molto peggiorate. Di recente le avevano acquistate da una cordata d'investitori spagnoli e, a quanto pare, ora che hanno un debito di centinaia di milioni di dollari, il governo argentino le vuole riacquistare. Anche se, secondo le malelingue, si sarebbero messi d'accordo col governo i sindacati per boicottare gli investitori. A mio parere anche se l’Alitalia subisse una privatizzazione dovrebbe richiedere un minimo di tutela allo stato.

Pensi che i problemi di cui mi parli derivino direttamente dalla crisi economica che tempo fa vi ha investiti?

C'è stata un'influenza, sì. Dal momento in cui la moneta subisce una svalutazione in pochi mesi del 200% e oltre, è naturale. Ma questo è successo nel 2001 eppure Aerolineas stava peggiorando già da prima. Il che vuol dire che non c'è stata una buona gestione dopo la privatizzazione, poichè in molti affermano che andasse meglio prima di essere venduta ad Iberia. Ciò vuol dire che non c'è stata una tutela da parte dello stato argentino nè al momento della sua (s)vendita, nè dopo. Posso raccontarvi un paio d'esperienze con Aerolineas prima e dopo la crisi del 2001: da bambino una volta stavo viaggiando con Aerolineas e un'hostess ci ha fatto fare l'atterraggio in prima classe... Rimasi stupito dal fatto che le poltrone erano ridotte molto male. L'ultima volta che ho viaggiato con loro, a parte che per un ritardo di 4-5 ore mi hanno quasi fatto perdere la conessione a Buenos Aires, mi hanno aperto e rubato il contenuto di una valigia, pari a un valore di circa mille euro; mi volevano restituire solo poco più di cento dollari e se, e solo se, mi presentavo personalmente nella sede di Buenos Aires, cosa che non ho potuto fare per questioni di tempo. Anni dopo la crisi, un mio amico, viaggiando sempre con Aerolineas, mi ha raccontato che non c'era nè vino, nè birra coi pasti. Dunque prima andava male e ora peggio. E il governo di turno ne vuole aprofittare acquistando l'impresa.


Ma secondo te, è così importante avere una compagnia di bandiera per uno stato?

Certo che lo è. Chi viaggiava verso l'Europa dall'Argentina, doveva per forza fare scalo a Madrid. Non c'erano voli diretti ad altri posti. La compagnia veniva lasciata in secondo piano dietro Iberia ed è stato anche quello a segnarne il declino. Si tratta anche di una questione di prestigio e di lavoro. Un'azienda pubblica non ha tanti problemi se ha più impiegati, dato che cerca di dare lavoro; lo stesso discorso non vale per un'azienda privata. Nel caso dell'Alitalia, c'è da dire che, al di là della politicizzazione che sta subendo il caso, nessuno l'ha saputa gestire bene. In questo caso si può pensare a privatizzare mentre Aerolineas non andava così male, e per questo è stata venduta. Io mi auguro che se succede la stessa cosa con l'Alitalia, non si ripeta tutto il caso Aerolineas, perchè ci rimetterebbe la popolazione a causa dei sindacati (che hanno un gran potere pure nel caso del vettore sudamericano) e il loro mancato accordo con lo stato. Magari ora per gli italiani è difficile rendersi conto di quanto importante sia avere una compagnia aerea integra, ma forse, se la perdessero potrebbero cambiare idea.

In poche parole, guardare a ciò che è accaduto in passato oltre oceano non ci farebbe male…

Credo di no. Ma, ahimè, più che cercare d'imparare da casi un pò simili, il vostro problema sta deviando un dibattito sulla politica. Quando si sente parlare al TG di Alitalia, si sentono tanti discorsi di politici, ma da parte mia non ho sentito nessuno di loro rammentare cos'è successo con Aerolineas. Poi voi italiani se c'è da lamentarsi, vi lamentate perché c'è un sistema democratico non incentrato su una sola figura. Non avete idea della corruzione che c'è in Sudamerica e, nonostante ciò, nessuno si lamenta. Figuriamoci se la gente si lamenta per un'azienda fra tante che viene "regalata", quando non si lamentano di cose più gravi. Poi, secondo le indiscrezioni, Aerolineas è stata venduta con delle tangenti in mezzo, il che non sarebbe per nulla strano per il nostro paese. Ora il mezzo forse più utilizzato per viaggi a volte anche di lunga distanza è il pullman. Questo perché abbiamo una rete ferroviaria penosa e perché i vettori aerei sono molto cari e di scarsa qualità. Quelli che si lamentano sono pochi, per cose del genere da noi vige la legge dell'omertà. Ma anche se gli argentini protestassero, il governo non li ascolterebbe. Un esempio: nonostante ci fosse stata un'iniziativa via internet per raccogliere un milione di firme contro il progetto dei treni ad alta velocità, a favore di rinnovare la rete ferroviaria esistente (iniziativa che peraltro ho firmato), il governo non sembra avere l'intenzione di cambiare idea.